Comunali 2025 

Filippo Bruzzone: «Genova deve tornare a usare bene le sue risorse. Basta con i servizi pubblici svenduti ai privati»

Il consigliere comunale uscente, si ricandida al Consiglio comunale, ora nella lista Silvia Salis Sindaca: «Negli ultimi otto anni, Genova è diventata il laboratorio di una privatizzazione spinta: l’illuminazione pubblica, gli appalti del verde urbano, la gestione degli spazi comunali: tutto è stato dato in mano ai privati, spesso con logiche orientate al profitto più che alla coesione sociale»

Una città che sappia usare le risorse in modo giusto ed equilibrato, difendendo i servizi pubblici e restituendo spazi alla socialità. È questa la Genova che immagina Filippo Bruzzone, consigliere comunale uscente e ricandidato come civico nella lista Salis Sindaca, in corsa alle elezioni. In questa intervista, Bruzzone rivendica un modello alternativo a quello imposto – a suo dire – da otto anni di centrodestra, e rilancia una visione incentrata su lavoro, salute e gestione pubblica.

Bruzzone, qual è la Genova che vorrebbe costruire nei prossimi cinque anni?

Vorrei una Genova capace di usare le risorse economiche nel modo in cui sappiamo fare solo in questa città: con equilibrio, giustizia e attenzione al bene comune. Solo così potremo garantire la tenuta dei servizi pubblici universali che abbiamo conosciuto e che oggi rischiano di essere smantellati.

A cosa si riferisce, concretamente, quando parla di smantellamento?

Negli ultimi otto anni, Genova è diventata il laboratorio di una privatizzazione spinta: l’illuminazione pubblica, gli appalti del verde urbano, la gestione degli spazi comunali – tutto è stato dato in mano ai privati, spesso con logiche orientate al profitto più che alla coesione sociale. Le risorse sono state accentrate e redistribuite tra pochi, con benefici visibili solo in alcune aree, mentre altre sono state dimenticate.

Ci sono novità recenti che ritiene emblematiche di questa tendenza?

Sì, la decisione di esternalizzare completamente il servizio estivo degli asili. È la prima volta che accade. Una scelta che va esattamente nella direzione che Pietro Piciocchi – candidato del centrodestra – ha sempre sostenuto: delegare al privato ciò che invece dovrebbe rimanere in mano pubblica, come l’educazione e il welfare.

Qual è, secondo lei, la principale sfida che il Comune dovrebbe affrontare nei prossimi anni?

Due, in realtà: il lavoro di qualità e il diritto alla salute. Genova ha subito un lento ma continuo svuotamento di opportunità occupazionali stabili, mentre le diseguaglianze in campo sanitario sono aumentate, quartiere per quartiere. Serve una politica comunale che non stia ferma, ma che intervenga con piani precisi: sostegno all’economia locale, investimenti nella sanità territoriale, difesa della medicina di base.

Nella sua critica c’è anche una componente di stile amministrativo?

Assolutamente. Basta con l’amministrazione degli effetti speciali. Abbiamo visto in questi anni una politica fatta di fuochi d’artificio e inaugurazioni, ma priva di progettualità vera. Genova non ha bisogno di botti a Capodanno, ma di un Comune serio, competente, capace di affrontare le complessità del nostro tempo. Il tempo delle narrazioni è finito: è il momento di governare davvero.

Che ruolo pensa possa avere la lista civica Salis in questo scenario?

Un ruolo fondamentale. Siamo il ponte tra le istanze della sinistra sociale e i bisogni reali delle persone. Siamo l’unica proposta politica capace di difendere il pubblico, di opporsi alla privatizzazione silenziosa dei servizi, e di riportare al centro i quartieri dimenticati. Con Silvia Salis abbiamo una candidata sindaca competente, credibile e in grado di unire. E con lei, vogliamo scrivere una pagina nuova per questa città.

Con un approccio schietto e critico verso l’amministrazione uscente, Filippo Bruzzone punta a conquistare un nuovo mandato tra i banchi del consiglio comunale, portando avanti una battaglia per una Genova più equa, pubblica e solidale.


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